a volte, nella vita, ci si imbatte in grandi persone, e con grandi veri e sinceri progetti...Lelio
Rajiv Gandhi Home for Handicapped sede italiana - Onlus
via Umberto I,69 12017 Robiliante CN
Un po’ di storia:
Per chi non conosce la nostra storia si tratta di un progetto nato per aiutare un gruppo di ragazze disabili abbandonate e orfane che in India, essendo donne e in più disabili, sono considerate meno di niente. Le ragazze vivevano in affitto in una casa di accoglienza fondata nel 1996. C’era però un problema: lo spazio era limitato e non tutte le domande di ammissione potevano essere accolte soprattutto a causa delle numerose barriere architettoniche.
Abbiamo deciso di costruire un nuovo centro. Così è nata l’associazione di volontariato Rajiv Gandhi Home for handicapped – sede italiana – onlus.
La risposta all’appello per la costruzione lanciato nel 2003 è stata immediata. Fondamentale l’impegno di un caro amico, Paolo Toscano, volontario che ha vissuto per anni a Pondicherry per costruire la casa di accoglienza ed aiutare le ragazze a gestirla. Una grande collaborazione anche da parte della Cooperativa San Paolo che ha permesso di commercializzare i ricami e gli incensi prodotti dalle ragazze. Tanto l’aiuto di molte persone, e la volontà di un gruppo di amici, alcuni membri dell’associazione, di organizzare la festa Costruiamo divertendoci per raccogliere fondi da destinare al progetto.
Tutto ciò ha consentito in soli 3 anni la costruzione della
casa dando alle ragazze un tetto, migliorando notevolmente
le condizioni igieniche e l’alimentazione.
Al momento vivono
nel centro 35 donne di età tra i 6 ai 65 anni tutte con
gravi problemi familiari, alcune con disabilità permanenti
agli arti inferiori.
Siamo ormai ad un momento di svolta del progetto: sono iniziati una serie di microprogetti dedicati alle donne e alle bambine che vi risiedono, con lo scopo di renderle indipendenti pur sostenendo le spese della casa e della gestione ordinaria della loro vita. A gennaio la morte improvvisa di Kavitha, la direttrice del centro, ci ha in un primo momento gettato nello sconforto più totale, in un secondo tempo ci ha dato la forza per reagire e per fare in modo che nulla vada perduto. E' iniziata l'attività di un modesto asilo che ospita i bambini del villaggio le cui madri lavorano, un orto botanico sul terrazzo, e tante piccole iniziative che coinvolgono le ragazze.
Il nostro lavoro prosegue con l’obiettivo di rendere questo gruppo di donne sempre più autonome e capaci di autogestirsi.
Alessandra


